In breve: sì: la frequenza al semestre filtro è obbligatoria a livello nazionale (DM 941/2026), uguale per tutti gli iscritti. Il singolo ateneo non decide se la frequenza è dovuta, ma solo come rilevarla ed eventuali accomodamenti nei casi ufficialmente previsti. Restano gli esami di Biologia, Chimica e Fisica a determinare la graduatoria.
La frequenza è uno dei dubbi più comuni di chi si iscrive: prima di preoccupartene, assicurati di aver capito bene come funziona l'iscrizione al semestre filtro. Il capitolo economico è a parte: costi e tasse del semestre.
Le regole di frequenza
La frequenza al semestre filtro è obbligatoria a livello nazionale: lo stabilisce il DM 941/2026, in modo uguale per tutti gli iscritti. Per orientarti conviene distinguere tre piani:
- (a) L'obbligo di frequenza — fissato a livello nazionale dal DM 941, vale per tutti e non è rimesso alla scelta del singolo ateneo.
- (b) La modalità di rilevazione — come la presenza viene registrata (firme, appelli, piattaforma online, percentuale minima di presenze) è definita da ciascun ateneo nel proprio regolamento didattico.
- (c) Eventuali accomodamenti o eccezioni — ad esempio per studenti lavoratori, con disabilità o in situazioni particolari, riconosciuti solo dove ufficialmente previsti.
La modalità delle lezioni (in presenza, a distanza o mista) è anch'essa decisa dall'ateneo.
Come organizzarsi
Al di là degli obblighi formali, il semestre filtro premia chi studia in modo costante. Che tu segua tutte le lezioni o studi in autonomia, il traguardo sono gli esami di Biologia, Chimica e Fisica. Ecco cosa verificare e su cui organizzarti fin da subito:
- Leggi il regolamento didattico del tuo ateneo
- Verifica la percentuale minima di frequenza richiesta
- Controlla come l'ateneo rileva la presenza (firme, piattaforma)
- Informati sugli accomodamenti se sei studente lavoratore
- Controlla la modalità delle lezioni (aula, online, mista)
- Pianifica lo studio dei tre esami del semestre
Domande frequenti
La frequenza al semestre filtro è obbligatoria?
Sì. Il DM 941/2026 rende la frequenza obbligatoria a livello nazionale per tutti gli iscritti al semestre: non è una scelta rimessa al singolo ateneo. Ciò che varia da una sede all'altra è solo la modalità con cui la frequenza viene rilevata e gli eventuali accomodamenti previsti ufficialmente per situazioni particolari.
Cosa succede se non frequento le lezioni?
La frequenza è un requisito previsto a livello nazionale dal DM 941: non rispettarlo può precludere la validità del percorso o l'ammissione agli esami. Le modalità con cui l'obbligo viene rilevato e le eventuali eccezioni sono definite dal regolamento didattico del tuo ateneo.
Le lezioni sono in presenza o online?
La modalità di erogazione (in presenza, a distanza o mista) è decisa dall'ateneo e comunicata nei materiali ufficiali del corso. Può cambiare tra sedi diverse: fai riferimento alle indicazioni della tua università.
Devo frequentare per sostenere gli esami del semestre filtro?
Sì: la frequenza è obbligatoria a livello nazionale ed è parte del percorso che porta agli esami di Biologia, Chimica e Fisica, cuore della graduatoria. Le modalità di rilevazione e gli eventuali accomodamenti sono stabiliti dal tuo ateneo.
Frequentare aiuta davvero a preparare gli esami?
Sì, seguire le lezioni aiuta a strutturare lo studio e a chiarire i dubbi, ma non sostituisce lo studio individuale e l'allenamento. La preparazione più solida unisce lezioni, studio sui programmi e molta pratica.
Posso lavorare o studiare altro durante il semestre filtro?
È possibile organizzarsi, ma tieni conto che la frequenza è obbligatoria e il semestre richiede impegno costante. Verifica sul regolamento del tuo ateneo la modalità di rilevazione della frequenza e gli eventuali accomodamenti previsti per studenti lavoratori o in situazioni particolari.
Fonte: D.M. MUR n. 941 del 10 luglio 2026 e relativi Allegati; MUR/Universitaly. Ultima verifica: .